Emoji – Accendi le emozioni

Gene è un emoji che vive a Messaggiopoli, una città digitale all’interno del cellulare dell’adolescente Alex. I suoi genitori rappresentano l’emoji “bah” e lui dovrebbe seguire i loro passi nonostante sia in grado di rappresentare molte più espressioni.

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Dopo qualche incertezza viene chiamato da Smile, il primo e più importante emoji ma proprio nel suo primo giorno di lavoro, emozionato per essere stato scelto sbaglia espressione e manda in tilt il centro messaggi. Smile, convinta che Gene sia difettoso, decide di cancellarlo ma lui fugge assieme a Ghimmifive alla ricerca di Rebel, hacker che dovrebbe accompagnarlo nel cloud e salvarlo dai malvagi Bots inviati da Smile. I tre iniziano a viaggiare nei diversi mondi inseriti nel telefonino per guadagnarsi la salvezza.

Il film ricorda vagamente l’idea del film prodotto dalla Walt Disney, Ralph Spacca tutto. Per quanto riguarda il portarci a scoprire cosa si nasconde dietro al mondo del video-gaming, in questo caso quello delle emoji. Questo cartone animato, non è nulla di eclatante, in confronto al prima citato Ralph Spacca tutto (non c’erano dubbi), ma neanche da buttar via in quanto sa intrattenere e farti fare quattro risate. Ci troveremo a viaggiare tra le varie applicazione che tutti noi abbiamo sul nostro telefono cellulare. Dal gioco Candy Crush Saga all’ app per ascoltare musica in streaming Spotify. In fin dei conti film godibile da guardar senza nessuna pretesa ma solo con lo spirito di divertirsi.

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PaulTheLife

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NERVE | Sei un giocatore o uno spettatore?

Thriller tratto dal romanzo omonimo della scrittrice Jeanne Ryan (pubblicato in Italia da Newton Compton), girato da due registi. Henry JoostAriel Schulman, conosciuti per film come Catfish e Paranormal Activity 3 e 4. Il film parla di un social game, che funziona tramite un’applicazione per smartphone chiamato NERVE, in cui puoi partecipare scegliendo tra due categorie:

SPETTATORE (whatcher) o GIOCATORE (player).

In base a come vuoi partecipare dovrai far delle scelte:

GIOCATORE. Ti troverai ad affrontare sfide che di norma eviteresti, perché hanno come oggetto le principali paure e aspirazioni, tutto questo documentato con il proprio smartphone. In cambio verrai premiato con somme in denaro.

Avrai da seguire tre regole:

  1. Gli ordini devono essere registrati sul telefono del giocatore.
  2. Tutti i soldi guadagnati saranno revocati se il giocatore fallirà nell’impresa o se mentirà riguardo ad un determinato ordine.
  3. Il giocatore non può parlare del gioco con le forze dell’ordine.

Il gioco si concluderà con una sfida tra i due giocatori più seguiti.

SPETTATORE. Puoi avere accesso alle informazioni personali dei giocatori tramite tutte le piattaforme social utilizzate da chi ha scelto di esserlo. Potrai vedere e scegliere quale sfida fargli affrontare ovviamente pagando.

Fareste mai un gioco che ha come scopo quello di sfidare tutti i vostri limiti?

Protagonista della vicenda è Vee (Emma Rose Roberts – American Horror Story) che frequenta l’ultimo anno di liceo, con la passione per la fotografia.
Sydney, migliore amica di Vee , diventata popolare su Nerve, si beffa della natura poco avventurosa di Vee, così spiffera a J.P. l’interesse che Vee prova per lui.
Furiosa, Vee si iscrive come giocatrice su Nerve. Il primo ordine che le viene dato, è baciare uno sconosciuto tra i commensali di un pub, per un lasso di tempo di cinque secondi. Vee sceglie Ian (Dave Franco), che stava leggendo il romanzo Gita al faro di Virginia Woolf.

Lui le rivela poi di essere anche un giocatore e gli osservatori spingono Ian a portarla in città, poiché credono che insieme formino una bella coppia e in breve tempo, diventano i giocatori più popolari di Nerve.
Gelosa del successo dell’amica nel gioco, Sydney accetta l’ordine di attraversare una scala sospesa tra due edifici. Durante lo svolgimento della prova perde il suo cellulare e così comincia ad avere paura, si tira indietro e quindi perde.

Poco dopo, Ian porta Vee alla festa di Sydney dove trova l’amica a letto con J.P. Dopo un litigio con Sydney, l’amico di Vee, Tommy, le rivela di aver guardato il profilo di Ian scoprendo che il ragazzo aveva accettato la sfida di farle litigare. Vee realizza in quel momento la pericolosità del gioco e ne parla alla polizia, anch’essa corrotta. Come punizione tutto il denaro viene prosciugato non solo dal conto bancario della ragazza, ma anche da quello della madre.

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Dopo essersi svegliata in un luogo abbandonato, Vee trova Ian che le confessa che lui e Ty in passato erano giocatori finché il loro amico non morì durante una sfida. Dopodiché provarono ad avvertire le autorità ma le loro famiglie persero il lavoro, i conti bancari e le loro identità vennero confiscate, facendo sì che venissero intrappolati in una terza categoria segreta del gioco: quella dei prigionieri. Ora anche Vee è prigioniera e l’unico modo per recuperare la propria identità è quello di vincere il round finale del gioco. Dopodiché Vee si incontra con Sydney e Tommy spiegandoli la situazione e organizzando un piano con loro per eliminare totalmente il gioco di “Nerve”.
Dopo essere stato appeso ad una gru per cinque secondi, nella stessa sfida che aveva ucciso il suo amico, Ian guadagna il posto in finale per proteggere Vee. Durante la finale, che si svolge in uno stadio abbandonato, a Ian e Vee viene data una rivoltella ciascuno: il primo che spara all’altro vince. Vee si rifiuta di sparare a Ian per vincere, abbandonando la finale. Ty prende il suo posto. Vee critica gli osservatori, la cui identità è nascosta dietro a delle maschere, dicendo loro di mostrare a Nerve chi siano e pertanto si rivelano. Adirati, gli osservatori votano che Ty uccida Vee e così l’uomo le spara.
Tommy (Miles Heizer – Tredici) e un’hacker da lui ingaggiato, nel frattempo, riescono a modificare il codice del gioco sicché possano visualizzare i nomi di ogni osservatore e inviano loro il seguente messaggio: «Sei complice di omicidio». Tutti i giocatori si disconnettono dal gioco, facendolo effettivamente terminare.

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Il film non mi ha convinto molto, l’idea del social game rimanda molto a Hunger Games senza nessun morto. L’idea di base molto carina, quasi reale per certi aspetti, che fa alquanto rabbrividire (resta a guardare senza far nulla, anziché aiutare una persona che è in stato di pericolo è diventata una realtà tangibile ormai).
Speriamo di non arrivare ai livelli del film per procurarci nuovi tipi d’interesse quotidiano.

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La fratellanza

Scritto e diretto da Ric Roman Waugh, con protagonista Nikolaj Coster-Waldau (noto come Jaime Lannister ne Il Trono di Spade).

Il personaggio di Nikolaj Coster-Waldau (Jacob Harlon), è il prodotto di un sistema corrotto alla base. Il messaggio principale di questo film è: la prigione, che dovrebbe essere un luogo di riabilitazione dei detenuti, alla fine finisce con il distruggere l’animo umano. Una volta che sei in prigione sei solo, devi cercar di cavartela in qualche modo e per non rimaner totalmente isolato devi spingerti a far cose che non avresti mai pensato di fare.

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Questa è la storia di Jacob Harlon, uomo d’affari e padre di famiglia. Dopo aver provocato un incidente e la morte del suo migliore amico Tom, viene rinchiuso in carcere con l’accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere alla dura vita carceraria, Jacob si unisce alla fratellanza, adattandosi ai violenti codici etici e ai riti di passaggio.
Ben presto Jacob perde la sua identità e diventa Money, uno spietato gangster carcerario, che lo allontanerà dalla sua vita precedente, compresa moglie e figlio. Dopo il suo rilascio, viene costretto dai suoi “protettori” a compiere un pericoloso crimine.

Questo film mette in gioco una violenza abbastanza potente e racconta in maniera cruda la vita dietro le sbarre.

Le scene della vita in carcere del protagonista, vengono narrate tramite flashback, per far capire come il personaggio duro e senza alcuno scrupolo, che vediamo sin dalla prima scena, sia divenuto così. Da una persona rispettabile che era a come poi è diventato. Questo ci fa capire che le persone non si possono mai conoscere davvero.

Da notare la presenza di Jon Bernthal lo Shane di The Walking Dead che qui intepreta Frank soprannominato “Shotgun”.

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Il film in se è fatto bene, due ore che passano tranquillamente, l’unica pecca (se possiamo dir così) è la caratterizzazione un po’ debole del protagonista come un po’ per tutti i personaggi (troppa carne al fuoco per così “poco tempo”). Si vede poco il periodo di transazione di Jacob: dall’essere una brava persona alla “liberazione” della bestia che cela dentro.
Questo è uno di quei film che possono piacere a quelle persone che vogliono un certo tipo di adrenalina, che vogliono vedere storie di gang, in cui si vede un certo tipo di violenza. Non tanto per il gusto di violenza in sè, ma sentire quel tipo sofferenza che provano i personaggi in quel momento.

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Snowpiercer

Film diretto da Bong Joon-ho, dove rappresenta il debutto cinematografico in lingua inglese per il regista sudcoreano, basato sulla serie a fumetti francese “Le Transperceneige” di genere fantascientifico post apocalittico.

Venne presentato fuori concorso alla VIII° edizione del Festival Internazionale del film di Roma (2013), dove la critica si entusiasmò per questo film.

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Durante la trama saranno presenti alcuni spoiler!

Anno 2031. In un mondo decimato da una nuova era glaciale, un gruppo di sopravvissuti rimane in vita all’interno di un treno, lo Snowpiercer, che continua a spostarsi intorno alla terra. Il treno è un microcosmo di società umana diviso in classi sociali: i più poveri vivono nelle ultime carrozze; i più ricchi nei vagoni anteriori. La convivenza tra loro sfocia inevitabilmente in lotte e rivoluzioni. I poveri sono continuamente oppressi dalla milizia di coloro che risiedono nella testa del treno, che rapiscono i loro bambini e li fanno vivere privi di igiene e di alimenti, punendo qualsiasi persona si opponga al loro volere.

Curtis (Chris Evans), insieme all’amico Edgar e all’anziano Gilliam, decide di ribellarsi all’oppressione dei soldati e di condurre una rivolta fino alla testa del treno, con l’intento di uccidere lo stesso creatore del treno, Wilford. Una volta scoperto che le armi dei militari in realtà sono ormai scariche, Curtis ed Edgar, danno il via alla ribellione.
L’infiltrato, tremite un biglietto, consiglia di liberare un prigioniero che potrebbe essere loro d’aiuto per l’apertura delle porte di accesso agli altri vagoni. Curtis segue il consiglio e libera due prigionieri, che si uniscono a loro: Namgoong Minsu e sua figlia Yona. I due chiedono in regalo due pacchetti di kroniolo (droga) per ogni porta che riusciranno ad aprire. Yona, scopre che dietro una porta si trovano decine di soldati, ma non fa in tempo a fermare il padre, che apre la porta dando il via ad una vera battaglia. Nella battaglia Curtis si trova di fronte a una scelta: salvare l’amico Edgar oppure catturare Mason (Tilda Swinton); a malincuore decide di catturare la donna, lasciando morire l’amico.
Sapendo che i suoi uomini sono sfiniti dalla precedente battaglia, Curtis decide di proseguire soltanto con alcuni, portando insieme a loro Mason in catene e lasciando Gilliam nella sezione di coda. Il gruppo arriva in una sezione del treno che sembra simile ad una scuola. Qui assistono alla fase di insegnamento, potendo vedere coi propri occhi come ai bambini vengano insegnate una moltitudine di sciocchezze, facendo loro credere che il treno è l’unico posto sicuro al mondo.

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Il gruppo viene improvvisamente attaccato da un inserviente e dall’insegnante della «scuola». La situazione inizia a degenerare: un gruppo di soldati riesce a raggiungere la coda, mettendo spalle al muro i passeggeri e uccidendo Gilliam, mentre Curtis, a sua volta, uccide Mason.
Curtis decide di proseguire con i pochi alleati che gli sono rimasti. Giunti in una sorta di vagone-piscina, il gruppo viene attaccato nuovamente, dove però riesce a scongiurare anche quest’altra minaccia, ma con la perdita di due componenti. Curtis, Yona e Minsu, gli unici sopravvissuti, decidono allora di proseguire attraversando la locomotiva. Arrivati all’ultima porta Yona sviene e Minsu inizia un discorso con Curtis il quale gli rivela le sue colpe. Minsu, di fronte a questa rivelazione, gli confessa a sua volta che la locomotiva dovrebbe venire distrutta, visto che secondo lui fuori dal treno c’è ancora vita. Minsu ha preparato una bomba con la droga ottenuta per far saltare il treno, ma appena cerca di posizionarla una donna lo ferisce e invita Curtis ad entrare nella locomotiva. Curtis, costretto dalla pistola della ragazza, accetta l’invito e entra nel vagone di testa dove incontra Wilford, che gli rivela che è lui “l’uomo dietro le quinte che l’ha aiutato” e per tutti questi anni si è sempre tenuto in contatto con Gilliam, allo scopo di mettere ciclicamente in scena una ribellione quando nel treno si verificava una situazione di sovraffollamento che metteva in pericolo l’esistenza di tutti.
Wilford cerca di convincere Curtis a diventare il nuovo capo della locomotiva; Curtis è titubante, e Yona lo raggiunge chiedendogli un fiammifero per far detonare la bomba. Curtis dapprima l’allontana, ma quando la ragazza gli mostra che il figlio di Tanya viene usato come operaio per la manutenzione continua della locomotiva, ritorna in sé. Allo scoppio della bomba Curtis e Minsu stringono Yona e il bambino, agendo come scudo per loro.

Dopo lo scoppio della bomba: Curtis, Minsu e Wilford muoiono, solo Yona e il bambino riescono a sopravvivere, uscendo all’aria aperta e scoprendo che la teoria di Minsu riguardo al progressivo termine di questa seconda era glaciale si era rivelata vera.

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Il film è decisamente da recuperare per quanto ti faccia fare il carico di adrenalina ti incita all’affrontare anche personalmente alcuni dei personaggi cattivi  presenti e per quanto sia crudo sull’umanità che viene messa in ginocchio dalle varie gerarchie.

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Pirati Dei Caraibi: La Vendetta di Salazar

Sarò sincero, ero abbastanza curioso di questo film seppur ai tempi del quarto capitolo Pirati Dei Caraibi: Oltre i Confini Del Mare, rimasi con l’amaro in bocca.

In questo capitolo, si riprendono le avventure del capitano Jack Sparrow, il quale si troverà ad affrontare un nemico del suo passato, tornato per vendicarsi,  Salazar. Per quanto riguarda il punto di vista visivo, è veramente d’impatto, ma pecca nel suo spessore di personaggio, risultando al di sotto di un Davy Jones o un Capitan Barbossa. Il film non riesce effettivamente a farci sentire le motivazioni del personaggio, i cattivi dei Pirati dei Caraibi, hanno sempre funzionato bene perchè sono cattivi motivati da vissuti tormentati, che nel corso del film prendono sempre più forma fino a quasi farceli sentir vicini. Per esempio: ne “La maledizione della prima luna”, sentiamo benissimo la voglia disperata di assaporare la vita di Capitan Barbossa o ne “La maledizione del forziere fantasma” e ne “I confini del mondo”, Davy Jones ci appare come un personaggio molto più umano e vulnerabile a discapito del suo aspetto mostruoso. Capitan Salazar, è un personaggio che potenzialmente si presterebbe molto a caratterizzazioni che vi ho citato in precedenza. Parliamo infatti di un ex capitano caduto in disgrazia a causa del male che ha giurato di distruggere, ovvero un pirata. Il problema è che nonostante il background di questo personaggio abbia il potenziale per essere interessante, il tutto viene liquidato con una scena di qualche minuto dove non ci fa sentire veramente l’odio che Salazar prova vero Jack Sparrow. Risulta come un cattivo costruito a metà e avrete l’impressione di voler conoscere di più su questo personaggio, tant’è che la sua presenza nel film è davvero scarsa.

Fatemelo dire, in questo film c’è un abbondanza di Jack Sparrow. Sono stati introdotti nuovi personaggi quali: il figlio di Will Turner e Carina Smith, che rivestono i ruoli di Orlando Bloom e Keira Knightley, con la pecca che non sono stati caratterizzati granchè, non riuscendo mai a rubar la scena ad un personaggio così forte come quello di Jack Sparrow, risultando il vero protagonista, nonostante i due ragazzi giocano un ruolo abbastanza importante per la narrazione. I siparietti di Sparrow, che nei precedenti episodi spezzavano la narrazione e la tensione nei momenti giusti, in questo quinto capitolo, risultano abbastanza pesanti proprio perchè sono liberi di invadere la scena del film senza nessuna limitazione.

In conclusione, il film è accettabile, senza dubbio meglio del quarto capitolo che è da dimenticare. A parer mio se si fossero fermati alla prima trilogia era cosa buona e giusta.

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Alien sta tornando!

In attesa dell’11 maggio, data d’uscita di Alien: Covenant, prequel firmato da Ridley Scott che riallaccia i fili della saga, ieri nel mondo si è festeggiato l’Alien Day con eventi e maratone filmiche.

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Tra i sei fortunati in Italia, scelti dalla 20th Century Fox in collaborazione con Badtaste.it e Saldapress, il Cinema Victoria ha potuto far rivivere e scoprire ai suoi clienti, la pellicola capostipite di una fortunata serie di film e fumetti, che per l’occasione è stata proiettata in versione Director’s Cut restaurata e rimasterizzata con un saluto e un’introduzione di Ridley Scott seguita da due lunghe scene in esclusiva del nuovo Alien: Covenant.
E non è tutto: perché tutti gli spettatori sono stati omaggiati dell’albo speciale di Alien edito da saldaPress. E in più, in occasione della “One-Night Screening”, acquistando un biglietto per la proiezione di “Alien” o per i lettori della Gazzetta  di Modena, omaggiati da un invito per due persone, si riceveva in regalo un codice per poter vedere il prequel Prometheus su Wuaki.

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Da sinistra: l’albo speciale edito da SaldaPress, segnalibro esclusiva CinemaVictoria e il codice per poter visionare Prometheus.

Vuoi rivivere l’intera saga di Alien? L’appuntamento con il  ciclo Alien Legacy  è per ogni lunedì a partire dal 24 aprile, dalle ore 21:05 su Rai4. A seguire il calendario completo.

24/04: Alien di Ridley Scott
26/04: Alien – Director’s Cut di Ridley Scott (in seconda serata)
01/05: Aliens – Scontro finale di James Cameron
08/05: Alien 3 di David Fincher
15/05: Alien – La clonazione di Jean-Pierre Jeunet
22/05: Alien vs Predator di Paul W.S. Anderson
29/05: Predators di Nimród Antal
05/06: Prometheus di Ridley Scott

Lo ammetto, ieri ho visto per la prima volta Alien. Non mi ha mai ispirato molto tutto l’universo che ne lo circonda, ma approfittandone dell’evento mi sono ricreduto. Tutta l’atmosfera che lo staff del Cinema Victoria è riuscito a creare è stata la ciliegina sulla torta. Come al solito non si smentiscono mai, continuate così. Non a caso hanno vinto il biglietto d’oro nella stagione cinematografica 2015-2016.

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PaulTheLife

Fast & Furious 8 [The Fate of the Furious]

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Diventata ormai una saga di culto, che va avanti da più di 15 anni, possiamo dire che la saga di Fast & Furious è diventata ormai un cult.
I primi tre, erano film incentrati sulle corse clandestine automobilistiche, mentre dal quarto capitolo in poi, che possiamo considerarlo un giro di svolta nell’intero franchise, sono diventati a tutti gli affetti degli action-movie. Talvolta con scene d’azione che, diciamocelo, superano l’assurdo. Ma è risaputo, questo genere di film regna la tamarragine più assoluta.

Il film parte dove c’eravamo lasciati con il settimo capitolo, Dominic (Vin Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez) in luna di miele a Cuba e la partenza di Brian e Mia.
La squadra sembra aver finalmente trovato la tranquillità, ma i guai sono dietro l’angolo. Dominic, soccorre una donna che ha problemi con la sua macchina, che si rivela essere Cipher (Charlize Theron), la quale gli propone di lavorare con lei. Inizialmente lui rifiuta ma lei gli mostra qualcosa che gli fa cambiare idea e lo induce a tradire la sua famiglia per collaborare con lei.
Hobbs (Dwayne Johnson), viene informato del furto di una bomba e dopo avere riunito la vecchia squadra, si recano a Berlino per impossessarsi della bomba. Fatto questo, la squadra si divide. Hobbs rimane insieme ma Dominic che lo sperona per impadronirsi dell’ordigno e scaricare la colpa di tutto a Hobbs, che viene arrestato.

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Portato in carcere ci sarà ad aspettarlo Frank Petty, il “Signor Nessuno”, che gli propone di farlo scarcerare se confessa i crimini della squadra. In prigione Hobbs ritrova Deckard Shaw (Jason Statham). Dopo vari scontri, sia Shaw che Hobbs riescono a evadere e una volta fuori, trovano la squadra del “Signor Nessuno” ad attenderli.
I due vengono prelevati e portati in un posto a loro sconosciuto e ad attenderli c’è la squadra di Hobbs al completo, dove Deckard è costretto a unirsi alla squadra.
Roman (Tyrese Gibson) propone di usare l’invenzione di Ramsey (Nathalie Emmanuel) ovvero l’Occhio di Dio. Delle esplosioni annunciano però l’arrivo di Cipher e Dom i quali, con delle bombe in grado di stordire tutti, prelevano l’Occhio di Dio.

Successivamente, Dom viene inviato a New York da Cipher per recuperare un dispositivo nucleare, riuscendo a fare perdere temporaneamente le sue tracce e ad avvicinare Magdalene Shaw (Helen Mirren), madre di Owen e Deckard, per chiederle aiuto. Dopo che Dom ha preso il dispositivo nucleare la squadra di Hobbs lo trova e ne nasce un lungo scontro durante il quale Deckard viene colpito e apparentemente ucciso.

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In seguito Dom si reca in Russia per recuperare un sottomarino che Cipher vuole utilizzare per lanciare delle testate nucleari e scatenare un conflitto su scala mondiale. Per farlo Dom dovrà utilizzare l’E.M.P. montato sulla propria auto per disattivare le difese di una ex base russa. Nel frattempo, anche Hobbs e il resto della squadra raggiungono la base e disattivano il sistema di lancio del sottomarino. Nel frattempo, sull’aereo di Cipher, arrivano Owen (Luke Evans) e Deckard Shaw dove recuperano il bambino ormai rimasto orfano di Elena (Elsa Pataky). Deckard avverte Dom del salvataggio e quest’ultimo può finalmente tradire Cipher. Lei decide di utilizzare il sottomarino contro la squadra di Hobbs, ma l’intervento tempestivo di Toretto, consente la distruzione del sottomarino.
Cipher, sentendosi spacciata, decide di lanciarsi dall’aereo con l’unico paracadute rimasto, e le ultime notizie sul suo conto la danno da qualche parte in Grecia. Alla fine tutti festeggiano la vittoria e Deckard porta il bambino sano e salvo a Dom, che decide di chiamarlo Brian.

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Per essere un action-film che dura così tanto (136 minuti), insolita appunto per questo genere di pellicola, posso dire che la durata non si fa affatto sentire. Tutto scivola via, senza che neanche una sequenza risulti pesante per lo spettatore. Alla fine questo genere di film è fatto apposta per intrattenere e passare una serata carica di adrenalina, tamarragine e ignoranza pura. Io lo avrei rivisto subito dopo, per quanto mi ha gasato. Per non parlare della colonna sonora, sempre sul pezzo che ti carica a manetta (passatemi il termine).

 PaulTheLife